IeFP, ITS e apprendistato: guida ai percorsi

IeFP, ITS e apprendistato: guida ai percorsi

IeFP e ITS Academy sono due percorsi diversi per livello di ingresso e durata: l'IeFP si frequenta dopo la terza media e porta a una qualifica professionale in tre o quattro anni, mentre l'ITS Academy è un percorso post diploma della durata di due anni, orientato a figure tecniche superiori. L'apprendistato di primo livello consente invece di conseguire un titolo di studio o una qualifica lavorando con un contratto retribuito. La convenzione PCTO, infine, è l'accordo tra scuola e impresa che rende possibili i percorsi trasversali per le competenze di orientamento, obbligatori per tutti gli studenti del triennio.

Per chi deve scegliere un percorso o attivare un rapporto con una scuola, un portale come La Rassegna dei Mestieri raccoglie guide e materiali su formazione professionale, orientamento scolastico e mestieri artigianali, con riferimenti al quadro normativo e ai servizi di orientamento disponibili in Italia.

Che differenza c'è tra IeFP e ITS Academy?

La differenza principale riguarda il punto di partenza. L'IeFP, cioè l'Istruzione e Formazione Professionale, è un percorso che si può scegliere dopo il conclusione della scuola secondaria di primo grado. Ha una durata di tre anni per il conseguimento della qualifica professionale e di quattro per il diploma professionale, ed è gestito in Sicilia dai Centri di Formazione Professionale accreditati dalla Regione. Le materie di indirizzo occupano una quota rilevante del monte ore e comprendono stage e laboratori.

L'ITS Academy, acronimo di Istituto Tecnico Superiore, è invece un percorso post diploma. Dura due anni, equivale al livello EQF 5 e forma tecnici superiori in sei aree tematiche, tra cui efficienza energetica, mobilità sostenibile, nuove tecnologie della vita e nuove tecnologie per il made in Italy. L'accesso richiede il diploma di scuola secondaria di secondo grado. Al termine si consegue un diploma di tecnico superiore, spendibile direttamente nel mercato del lavoro.

In sintesi: chi ha finito la terza media e vuole un mestiere in tempi brevi sceglie l'IeFP. Chi ha già il diploma e cerca una specializzazione tecnica di alto livello sceglie l'ITS Academy. I due percorsi non sono alternativi in senso stretto: l'IeFP può portare, con i passaggi previsti, anche al diploma e da lì all'ITS.

Come funziona l'apprendistato di primo livello?

L'apprendistato di primo livello è un contratto di lavoro a causa mista: permette di conseguire un titolo di studio o una qualifica professionale e, al tempo stesso, di lavorare e ricevere una retribuzione. È disciplinato dal D.Lgs. 81/2015 e si rivolge ai giovani tra i 15 e i 25 anni.

Esistono tre tipologie. La prima permette di conseguire la qualifica o il diploma professionale nel sistema IeFP. La seconda porta al diploma di istruzione secondaria superiore o a un certificato di specializzazione tecnica. La terza riguarda il diploma di istruzione secondaria superiore e l'esperienza pratica in azienda, con una quota di ore lavorative che la legge italiana disciplina nel dettaglio.

Il contratto deve essere scritto e contenere alcuni elementi obbligatori: la qualifica da conseguire, il piano formativo individuale, la durata, il livello di inquadramento e la retribuzione. Il piano formativo individuale è il documento chiave: definisce gli obiettivi, le attività di formazione esterna all'azienda e il ruolo del tutore aziendale e del tutore scolastico o formativo. La durata massima è di tre anni, o quattro per i profili professionali che richiedono una qualifica di livello EQF 4. Le ore di formazione esterna devono rispettare le quote minime previste dalla normativa: 120 ore annue medie nel primo e secondo anno, 240 ore nel terzo e quarto anno.

Per l'impresa siciliana, l'apprendistato di primo livello è uno strumento per inserire giovani in formazione con oneri ridotti e incentivi regionali. Per il giovane, è un modo per ottenere un titolo retribuito e un'esperienza reale nel mestiere.

Che cosa serve per attivare una convenzione PCTO?

I PCTO, percorsi trasversali per le competenze di orientamento, sono obbligatori nel secondo ciclo di istruzione: la legge 107/2015 ne ha fissato la quota minima in 90 ore nel triennio per gli istituti tecnici e professionali. La convenzione è l'atto che formalizza il rapporto tra l'istituto scolastico e l'ente ospitante, che può essere un'impresa, un ordine professionale, un museo o un ente locale.

Per attivarla servono alcuni elementi. Primo: un soggetto promotore, la scuola, e un soggetto ospitante disponibile. Secondo: la convenzione quadro, firmata dal dirigente scolastico e dal legale rappresentante dell'ente, che definisce durata, finalità, modalità di svolimento e criteri di valutazione. Terzo: il progetto formativo specifico per ogni studente o gruppo di studenti, con obiettivi, competenze attese e ruoli dei tutor. Quarto: la designazione di un tutor interno (un docente) e di un tutor esterno (un referente aziendale). Quinto: la copertura assicurativa, con polizza infortuni e responsabilità civile a carico della scuola.

Per l'impresa che ospita, la convenzione non genera rapporti di lavoro: gli studenti non sono lavoratori e non ricevono retribuzione. L'azienda deve garantire sicurezza e sorveglianza, e nomina il tutor esterno che segue il percorso. Le ore svolte in azienda concorrono al monte ore PCTO e vengono certificate per il curriculum dello studente.

Rapporti tra scuola e impresa: stage, tirocini e servizi di orientamento

Oltre ai PCTO, il rapporto tra scuola e impresa passa da altre forme. I tirocini curricolari sono previsti nei piani di studio di alcuni indirizzi, in particolare negli istituti professionali. I tirocini extracurricolari, invece, sono attivati al di fuori del percorso di studi e richiedono una convenzione tra ente promotore e host, un progetto formativo e la copertura assicurativa Inail e di responsabilità civile.

I servizi di orientamento completano il quadro. In Italia operano CAF e patronati che offrono assistenza fiscale e welfare, mentre a livello scolastico i consigli di classe e i docenti referenti per l'orientamento in ingresso e in uscita guidano la scelta del percorso. Per le famiglie, il momento critico è il passaggio dalla scuola media al secondo ciclo: conoscere la differenza tra liceo, istituto tecnico, istituto professionale e IeFP evita scelte sbagliate e abbandoni scolastici.

Per le imprese siciliane, aprire le porte a studenti e apprendisti ha anche un valore pratico: crea un canale di reclutamento, riduce i costi di selezione e permette di formare internamente figure già adeguatesi ai processi aziendali.

Mestieri artigianali e competenze digitali: cosa cambia

I mestieri artigianali restano centrali nell'economia italiana, ma cambiano contenuti e strumenti. Falegnameria, panificazione, meccanica e edilizia richiedono oggi competenze digitali di base: gestione di ordini online, fatturazione elettronica, uso di software di progettazione e macchine a controllo numerico.

Per questo i percorsi IeFP e ITS integrano nei piani di studio moduli sulle competenze digitali, e l'apprendistato di primo livello può includere formazione esterna proprio su questi contenuti. Chi apre una bottega artigiana in Sicilia deve considerare che i giovani formati nei CFP arrivano con basi digitali già acquisite, elemento che riduce i tempi di inserimento in azienda.

La scelta del percorso, in conclusione, dipende da tre variabili: età e titolo di partenza, obiettivo professionale, disponibilità a combinare studio e lavoro. L'IeFP risponde a chi vuole un mestiere in tre o quattro anni, l'ITS a chi vuole specializzarsi dopo il diploma, l'apprendistato a chi vuole un contratto e un titolo insieme, i PCTO a chi vuole provare un mestiere durante la scuola. Ogni percorso ha regole precise e convenzioni da attivare: conoscerle in anticipo semplifica sia la vita delle famiglie sia quella delle imprese che ospitano.

Scritto da

Giulia Moretti